I TRATTURI COME INFRASTRUTTURE CULTURALI

Canosa di Puglia | Concorso di progettazione in due fasi

Il Tratturo della via Traiana e il Tratturo Regio sono i viali storici di accesso alla città di Canosa e diventano punto di partenza per la riqualificazione del paesaggio urbano di transizione tra città e campagna, attraverso la ridefinizione dei margini urbani, la riprogettazione degli spazi pubblici e delle attrezzature collettive, costituenti il sistema dei Giardini Archeologici Urbani, con interventi strategici di riammagliamento nel tessuto urbano di spazi aperti degradati.

Il progetto si pone lo scopo non solo di (ri)generare percorsi turistico-ricreativi, quali veri e propri itinerari panoramici, storici, sportivi e culturali, ma anche di unire e mettere a rete tutta una serie di realtà che sulla via Traiana, sul Tratturo Regio e nella stessa città insistono o con il quale in passato erano legati, al fine di generare nuove filiere economiche e creare nuove dinamiche di partecipazione attiva dei cittadini. Un progetto strategico in grado di promuovere un legame virtuoso tra ambiente, accessibilità diffusa e interventi puntuali di rigenerazione, con un sistema incrementale di progetti fattibili, a cui dar forma anche nel tempo, sostenuti da semplici regole che mirano a far sì che ogni azione sia legata ad un disegno unico.
Per far questo si deve ripensare al progetto di città pubblica in chiave davvero sostenibile, puntando sugli standard inattuati o inespressi, sintomo dello scollamento tra città privata e spazio pubblico, i quali, da problemi, diventano risorse per la ridefinizione di tale rapporto.
La Vision strategica del progetto è rappresentata dalla volontà di migliorare la qualità della vita dell’uomo, garantendo maggiore vivibilità del territorio, affinché possa riallacciare i rapporti con la terra e la propria storia. Tale programma che si inserisce all’interno di un design di processo che porterà al recupero e allo sviluppo di porzioni di territorio apparentemente slegate, ma che appartengono alla memoria del luogo in un unico ricordo della città.

Immaginiamo il Tratturo Regio e la via Traiana come un’unica green belt grazie alla quale la campagna viene riportata in città per ricostruire il paesaggio, e per connettere le emergenze archeologiche e gli spazi pubblici.

L’idea di base del progetto architettonico è di ricostruire un sistema infrastrutturale dotato di un mix funzionale capace di adattarsi ai continui fenomeni di cambiamento climatico attraverso dotazioni di spazi pubblici alberati e permeabili, che prevedano anche un sistema di piccoli invasi inondabili e/o drenanti in grado di garantire la raccolta delle acque e il loro successivo riuso.
Sul tema della mobilità, il progetto mira ad implementare un sistema di percorsi ciclopedonali, aree di sosta e nuovi spazi della socializzazione sull’asse storico della Traiana, come connessione tra la città e il paesaggio.
L’intento è quello di attraversare il territorio in maniera consapevole, riabilitare la lentezza con cui i viaggiatori nei secoli scorsi vivevano il paesaggio e dall’altro riscattare tracciati fisici ed emozionali da cui generare nuovo fascino e nuove opportunità economiche per la comunità locale.
Il progetto tiene conto delle principali valenze naturalistiche, archeologiche ed urbane circostanti al fine di attuare una ricucitura urbana tra il quartiere, le pre-esistenze extraurbane e la città consolidata, mediante interventi dal carattere permanente.
Si propone di valorizzare e rifunzionalizzare gli spazi agricoli periurbani presenti in modo da creare un filtro verde che contrasti gli effetti di isola di calore e l’inquinamento veicolare, ma permetta di implementare le riserve di biodiversità esistenti.
L’intero tratturo diventa quindi percorso culturale, legando tra loro le varie emergenze archeologiche canosine: – percorso “lento” dedicato anche alla mobilità ciclo-pedonale;
– percorso sostenibile, per la presenza della green belt, dei materiali locali, delle pavimentazioni permeabili, del recupero delle acque.

Per fare in modo che il paesaggio e l’architettura si fondino in un unico unicum, attraverso un dialogo interconnesso, si è preso come riferimento la pietra dei siti archeologici, la matrice storica della centuriazione romana e quella paesaggistica dei filari dei vigneti. Da qui è nata una matrice architettonica-filo conduttore di tutti gli elementi d’arredo che caratterizzano tutte le aree del progetto. I portali d’accesso, le fermate dei bus, i gazebo, le sedute, i totem,
le fioriere, richiamano questi 3 elementi in forme molteplici e polifunzionali, permettendo di rendere riconoscibile il percorso in ogni punto.
Nella definizione di questa nuova immagine del Tratturo, quale infrastruttura culturale in grado di farsi carico delle nuove esigenze della percorrenza e dell’attraversamento dello spazio urbano del ventunesimo secolo, la vision proposta per gli spazi sosta, mira alla presenza di spazi polifunzionali nei quali particolare rilievo assumono le questioni legate alla mobilità, al verde ed alla presenza di spazi di sosta attrezzati, con accezioni differenti lungo il tragitto stesso. Partendo, difatti, dall’uso dei luoghi attuale, nei vari spazi di sosta e delle esigenze della comunità cittadina, si è pensato di esaltare nella concezione progettuale di ciascuno di essi, il ruolo di scambio intermodale tra le differenti mobilità. Questo non soltanto nell’ottica di implementare la mobilità sostenibile da parte dei cittadini, ma anche per favorire la presenza di una forma di turismo sostenibile che possa fruire di un’esperienza “lenta” di conoscenza delle bellezze archeologiche, culturali e naturalistiche di Canosa. Ciò si declina nelle singole aree di sosta in modalità differenti a seconda che ci si trovi in un ambito più o meno urbano.



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